Chi siamo

Negli anni Novanta, la Convenzione delle Alpi è stata un precursore nel suo genere: è stata infatti il primo trattato internazionale al mondo che considera un'area montana transnazionale nella sua interezza geografica.
La Convenzione è stata firmata dagli otto Paesi alpini Austria, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Liechtenstein, Slovenia e Monaco, come anche dall’Unione Europea, ed è entrata in vigore nel 1995.

Cosa facciamo

Dal momento che le Parti contraenti condividono un territorio comune con sfide comuni, la Convenzione delle Alpi punta alla protezione e allo sviluppo sostenibile delle Alpi.
Questa zona di montagna nel cuore dell'Europa è l'ambiente naturale, culturale, di vita ed economico per più di 14 milioni di persone e per un elevato numero di ospiti all'anno.

Storia della Convenzione delle Alpi

L’arco alpino interessa otto Paesi: Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera, è abitato da circa 14
milioni di persone ed è visitato da milioni di turisti. È dunque necessario affrontare le sfide e i problemi legati allo sviluppo sulla base di un coordinamento internazionale delle politiche di pianificazione territoriale, trasporti, energia, turismo, e delle altre misure.

Per queste ragioni, i Ministri degli Stati alpini, in una riunione tenutasi dal 9 all’11 ottobre 1989, hanno deciso di stilare un accordo per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle Alpi.

La Convenzione sulla Protezione delle Alpi, detta ”Convenzione delle Alpi”, siglata il 7 novembre 1991 a Salisburgo (AT) da Austria, Francia, Germania,
Italia, Svizzera, Liechtenstein e l’UE (la Slovenia ha firmato la Convenzione il 29 marzo 1993 e il Principato di Monaco vi ha aderito sulla base di un
protocollo supplementare), è entrata in vigore il 6 marzo 1995, seguita poi dalla Convenzione dei Carpazi.
Oggi, molte altre aree (Caucaso, Asia Centrale, Ande) guardano con interesse all’esperienza della Convenzione delle Alpi.

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