"La regione alpina deve rimanere uno dei polmoni verdi del nostro continente"

Nicolas Chesnel lavora come project officer presso il Segretariato Congiunto del Programma Interreg Spazio Alpino. Lavora nell’ambito della cooperazione territoriale europea da otto anni e si occupa di Alpi dall'estate del 2015. In qualità di custode delle foreste montane, lavora per facilitare lo scambio di conoscenze e per sostenere il progresso verso un approccio di gestione delle foreste più integrato e sostenibile in tutto l’arco alpino.

Ripercorrendo l'anno appena trascorso, in qualità di custode delle foreste montane, quali sono stati i momenti più salienti?

Il 2021 è sinonimo di lancio del nostro nuovo programma: l’anno passato ha segnato un’importante transizione, ma anche un'opportunità per riunire diversi stakeholder, riflettere sulle sfide future inerenti l’area alpina e trovare il modo per affrontarle insieme. In particolare, la scorsa primavera abbiamo organizzato una serie di eventi chiamati "Connect@lpine Space 2021+", uno di questi eventi, nello specifico, ha affrontato la questione: "Come possiamo agire per l’adattamento e la resilienza della regione alpina al cambiamento climatico?”. Quattro esperti, provenienti da settori diversi, hanno espresso il loro punto di vista sul concetto di resilienza al cambiamento climatico nelle Alpi e hanno scambiato le loro opinioni su come proteggere l’unicità del nostro ambiente. I dibattiti che sono seguiti durante le sessioni di approfondimento, hanno evidenziato l’importanza del ruolo delle foreste montane per la nostra società, ma anche il fatto che queste siano soggette ad una costante pressione e vengono influenzate negativamente dal cambiamento climatico. Questa situazione richiede una conversione delle nostre foreste in ecosistemi più resilienti, nonché un approccio più integrato in termini di gestione.

Le foreste montane ricoprono molte funzioni e sono essenziali per la popolazione che abita il territorio alpino. Quali sono le funzioni che, secondo lei, dovrebbero essere sostenute maggiormente?

Il ruolo centrale e multifunzionale delle foreste è ampiamente riconosciuto nelle Alpi. Come tutti sappiamo, la nostra regione è molto vulnerabile agli impatti negativi causati dai cambiamenti climatici. A tal proposito, le foreste montane possono essere considerate nostre alleate naturali nell'adattamento e nella lotta al cambiamento climatico, per via del fatto che la loro funzione protettiva e di assorbimento/mitigazione del carbonio è fondamentale in questa contesto. Inoltre, è molto importante sostenere la loro transizione verso ecosistemi più resilienti in modo tale da preservare le funzioni vitali che forniscono per la salute e il benessere degli esseri umani, così come per la biodiversità e la connettività ecologica nella nostra regione.

La comunità intorno al gruppo "Foreste montane" è molto attiva e ci sono diversi progetti interessanti come "RockTheAlps", "GreenRisk4ALPs" o "ALPTREES". Quale tra questi è particolarmente importante per lei?

Siamo davvero fortunati ad avere una comunità specifica che lavora attivamente su questo tema in tutte le Alpi. Sono combattuto tra i tre... ogni progetto, a suo modo, contribuisce al tema delle foreste montane, e si completano a vicenda. RockTheAlps, si concentra sulle foreste come fonte di protezione contro la caduta di massi e promuove il suo impiego nelle politiche di gestione e prevenzione dei rischi. In particolar modo, il progetto ha realizzato la prima mappa armonizzata delle foreste alpine a rischio di caduta massi e, attraverso le sue attività, ha stabilito che il 14% delle foreste nella regione dello Spazio Alpino ha un ruolo protettivo contro i rischi di caduta massi (questo equivale al 21,5% delle foreste del territorio della Convenzione delle Alpi).

GreenRisk4ALPs, invece, ha sviluppato concetti e strumenti basati sull'ecosistema per sostenere la governance del rischio e ha lavorato su una migliore integrazione delle foreste nelle strategie di mitigazione del rischio. Infine, ALPTREES ha analizzato i benefici attesi e i rischi potenziali degli alberi non autoctoni, con l'obiettivo di promuovere un uso responsabile e pratiche di gestione nella regione alpina. Ognuno di questi progetti opera per un approccio coordinato a livello alpino e sostiene una gestione ottimizzata e duratura delle foreste montane.

Quali progetti vorrebbe realizzare in futuro?

Per quanto riguarda il tema delle foreste montane, nel corso degli anni sono state ampliate le conoscenze e a livello alpino, quest’ambito di cooperazione ha raggiunto un determinato grado di maturità. Una prima ambizione sarebbe quella di capitalizzare ciò che già esiste e promuovere ulteriormente l’attuazione dei risultati dei progetti. Oltre a ciò, sostenere idee innovative e pionieristiche ci permetterebbe di far fronte alle crescenti sollecitazioni a cui sono sottoposte le foreste montane, nonché la crisi climatica e della biodiversità in rapida accelerazione. I due approcci dovrebbero essere percepiti come complementari, piuttosto che in opposizione. Riassumendo, tutto questo sarà possibile solo attraverso un dialogo continuo e riunendo gli stakeholders di diverse aree, settori e livelli - un'opportunità offerta in particolar modo dal Comitato consultivo sul Clima alpino o da un programma come Interreg Spazio Alpino. Infine, alcuni temi, sempre più rilevanti nelle nostre società, come la transizione verso un'economia circolare ed un’economia efficiente nell’impiego delle risorse, potrebbero essere maggiormente approfonditi anche in relazione alle foreste montane.

Se si potesse decidere, come dovrebbero essere le foreste alpine tra 100 anni?

Non è un compito semplice guardare così lontano nel tempo, soprattutto dovendo tenere conto dell'elevata incertezza causata dai cambiamenti climatici. Il volto delle Alpi e la loro copertura forestale sono inevitabilmente destinati ad evolvere. Semplicemente, mi auguro che in futuro la regione alpina resti uno dei polmoni verdi del nostro continente, con foreste sane e biologicamente diverse; spero che queste vengano pienamente integrate in società clima-neutrali ed efficienti dal punto di vista delle risorse. Sarebbe opportuno che ci dirigessimo in questa direzione.

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