L’arco alpino interessa otto Paesi: Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Principato di Monaco, Slovenia e Svizzera, è abitato da circa 14 milioni di persone ed è visitato da milioni di turisti. È dunque necessario affrontare le sfide e i problemi legati allo sviluppo sulla base di un coordinamento internazionale delle politiche di pianificazione territoriale, trasporti, energia, turismo, e delle altre misure.
Per queste ragioni, i Ministri degli Stati alpini, in una riunione tenutasi dal 9 all’11 ottobre 1989, hanno deciso di stilare un accordo per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle Alpi.
La Convenzione sulla Protezione delle Alpi, detta ”Convenzione delle Alpi”, siglata il 7 novembre 1991 a Salisburgo/A da Austria, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Liechtenstein e l’UE (la Slovenia ha firmato la Convenzione il 29 marzo 1993 e il Principato di Monaco vi ha aderito sulla base di un protocollo supplementare), è entrata in vigore il 6 marzo 1995.
La Convenzione delle Alpi è il primo trattato per la protezione di un’area montana al mondo ad essere vincolante in conformità al diritto internazionale. Per la prima volta infatti un territorio montano transnazionale viene considerato in base alla sua continuità geografica e come uno spazio comune che deve affrontare problematiche comuni. In questo consiste la “rivoluzione” introdotta dalla Convenzione delle Alpi, seguita poi dalla Convenzione dei Carpazi. Oggi, molte altre aree (Caucaso, Asia Centrale, Ande) guardano con interesse all’esperienza della Convenzione delle Alpi.