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EDITORIALE

Jacqueline McGlade
Direttore esecutivo dell’Agenzia Europea dell'Ambiente

L’osservazione e l’informazione costituiscono un caposaldo per l’elaborazione delle politiche nell’area alpina analogamente a quanto accade in Europa e in altri contesti in cui un approccio collaborativo su vasta scala miri al perseguimento di uno sviluppo sostenibile. Ricerca mirata, raccolta permanente dei dati - inclusi i cittadini come osservatori- assieme a regolari e rilevanti valutazioni costituiscono il prerequisito per ambienti fragili e sotto pressione come le Alpi Europee. Che qualcosa di così apparentemente immutabile come una catena montuosa debba essere “fragile” può sembrare un controsenso; ma quando si considera l’evidenza del ritiro dei ghiacciai, la portata delle inondazioni, delle frane, dell’inquinamento atmosferico nei corridoi di transito e conflitti nell'utilizzo del territorio, risulta evidente che l’estensione e la velocità del cambiamento non possono essere ignorate.

È nel perseguimento di tale obiettivo il mettere a disposizione le migliori informazioni disponibili e in questo contesto l’Agenzia Europea dell’ambiente (EEA) promuove una sempre più stretta cooperazione con la Convenzione delle Alpi. L’EEA, e l’EIONET (European Environment Information and Observation Network), istituita nel 1990 e operativa dal 1994 ha il mandato di supportare i 32 Paesi membri e l'Unione Europea nel processo decisionale, fornendo informazioni relative allo stato dell’ambiente e integrando l’aspetto ambientale nelle politiche economiche, favorendo così la sostenibilità nel senso più ampio del termine. Per la Convenzione delle Alpi, un “trattato per uno specifico territorio (montano)” sottoscritto nel 1991 e in vigore dal 1995, l’osservazione e l’informazione hanno un ruolo cruciale.

Nonostante esso sia attraversato da vari confini nazionali, l’arco alpino costituisce un'unica regione strategica: è il serbatoio d’acqua per le città e le aziende agricole delle pianure, è una ricchissima riserva di biodiversità e di risorse naturali, un'importante destinazione turistica. Senza dimenticare le tante comunità che lo abitano, con le loro lingue e le loro culture. Un approccio integrato nella formulazione delle politiche destinate a quest’area è dunque fondamentale. Non c’è quindi di che stupirsi se la Convenzione delle Alpi, all’art. 3, mette l'accento sulla ricerca e sul monitoraggio sistematico. Ogni Protocollo alla Convenzione, inoltre, richiede che i risultati nazionali della ricerca e del monitoraggio sistematico vengano integrati in un sistema permanente e congiunto a disposizione del pubblico.

Nel corso degli ultimi due anni l’EEA e la Convenzione delle Alpi hanno beneficiato reciprocamente dalla cooperazione su diversi temi quali lo stabilire priorità per l’osservazione ambientale, sviluppare metodologie, gestire dati e scambiare informazioni. Questo ha portato alla produzione di rapporti tematici e pubblicazioni, quali la Seconda Relazione sullo Stato delle Alpi (Giugno 2009), la Terza Relazione (in preparazione) oltre al Rapporto EEA sul cambiamento climatico regionale e adattamento. L’EEA è quindi lieta che la Convenzione delle Alpi riconosca pienamente il potenziale di questa cooperazione e che il suo organo di governo abbia recentemente auspicato il mantenimento e la creazione di ulteriori sinergie tra le due istituzioni.
 
Affinché la Convenzione delle Alpi rafforzi il suo ruolo di possibile punto di riferimento per l'osservazione e l'informazione su questioni inerenti la montagna, è importante migliorare la conoscenza sulle questioni montane e rafforzare la percezione delle Alpi come esempio di una coerente e strategica regione d’Europa.

Le sfide di oggi richiedono un approccio integrato, che riconosca l'interdipendenza tra i settori dell'ambiente, piuttosto che prenderli in considerazione singolarmente. Analogamente, per quanto riguarda i servizi di informazione operativi quali le applicazioni di servizi web, è fondamentale evitare duplicazioni e sfruttare al meglio le innovazioni tecnologiche. La cooperazione tra l’EEA e la Convenzione delle Alpi per il monitoraggio e l’attività di relazione sugli sviluppi nelle Alpi, è un esempio di questo approccio integrato.


 

Novità e eventi: Editoriale: Jacqueline McGlade, 08/2010

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