Pat Cox
Coordinatore Progetto Prioritario numero 1 TEN-T
L’Unione europea si trova ad affrontare la più pressante crisi della sua storia. Dal punto di vista economico, la combinazione di una crescente incertezza e di svariati programmi di austerity hanno portato l’UE sull’orlo della recessione. Dal punto di vista politico, invece, i leader europei combattono per affermare se stessi e la centralità della politica nel contesto di una diminuita fiducia nel progetto comunitario da parte dei marcati finanziari che continuano ad esercitare una pressione costante attraverso declassamenti del credito e spread tra i titoli di stato dei paesi dell’euro-zona ai massimi storici.
Più che mai ci troviamo ora nel momento in cui c’è bisogno di individuare il percorso migliore, avendo ben chiaro dove stiamo andando e decidere con qual mezzi intendiamo arrivarci. Il drammaturgo, filosofo e politico latino Seneca scrisse quasi duemila anni fa: “Se un uomo non ha chiaro qual sia il porto verso cui si sta dirigendo, nessun vento gli potrà essere favorevole”. Ciò che era vero allora lo rimane anche oggi. Abbiamo bisogno di decidere il nostro percorso ed approfittare dei venti che soffiano a nostro favore.
Se l’attuale crisi è in grado di insegnare qualcosa agli Europei è certamente il fatto che avere a disposizione strumenti di governance non è meno importante dello sviluppare istituzioni in grado di decidere. In riferimento alle reti di trasporto transeuropee, la rete principale che dovrà essere verrà realizzata entro il 2030 e la rete complessiva da realizzare entro il 2050 assieme alle relative linee guida per il finanziamento che, attraverso la Connecting Europe Facility, rappresentano un pacchetto integrato di obiettivi e strumenti.
Molto è cambiato da quando ha preso avvio l’iniziativa RTE-T (TEN-T). Il mercato interno dei trasporti è evoluto. L’estensione territoriale dell’UE è aumentata. La diversità socio-economica dell’Unione è cresciuta. L’esperienza ha insegnato che, nonostante molto sia stato fatto, è ancora di più quello che resta da fare. Ad oggi i collegamenti transfrontalieri tra Paesi membri e con gli Stati confinanti soono troppo stati considerati una priorità minore rispetto alle infrastrutture nazionali. Assieme alle barriere tecniche, specialmente nel settore dei trasporti, i “gap” infrastrutturali tra modalità di trasporto e importanti colli di bottiglia rendono evidenti i limiti delle politiche attuali. Inoltre, entro il 2050 i volumi di merci e il numero dei passeggeri crescerà in modo significativo imponendo alle nostre infrastrutture un carico molto più pesante.
Conosciamo il detto “Coloro che non sono in grado di imparare dalla storia sono destinati a ripeterla”. È fondamentale saper trarre insegnamento dalla nostra esperienza se vogliamo evitare il ripetersi degli errori più grossolani. È questo il motivo per cui un nuovo paradigma nelle politiche è un imperativo ed è per questo che lo si propone. Oggi stiamo progettando una nuova, ampia infrastruttura di trasporto per il nostro continente.
Ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte, ad accettare che “nessuno è un’isola” e che, al contrario, ognuno di noi è connesso con gli altri essendo “un pezzo del continente”. Agendo insieme anziché singolarmente possiamo incidere in maniera più coesa, ampia, competitiva e sostenibile.
La mia esperienza di coordinatore del Progetto prioritario Numero 1 con il corridoio alpino imperniato sul completamento del tunnel di base del Brennero ed i relativi accessi a nord e a sud mi ha insegnato non solo l’importanza vitale dell’assicurare un impegno finanziario adeguato e tempestivo, ma mi ha reso chiaro il fatto che una cooperazione solida e trasparente con tutti i soggetti interessati è indispensabile per il progredire del progetto. È per questo motivo che il Segretario generale della Convezione delle Alpi ed io abbiamo convenuto di lavorare a più stretto contatto in futuro, condividendo le conoscenze e le esperienze con la comunità degli interessati, tra cui la piattaforma per il corridoio del Brennero.
La decisione del 18 aprile 2011 di Italia e Austria di dare avvio alla fase principale della costruzione del tunnel di base del Brennero (fase III) rappresenta certamente una pietra miliare per il corridoio del Brennero in particolare e per il Progetto prioritario numero 1 in generale. Tuttavia, parallelamente alla costruzione del corridoio del Brennero con le sue svariate complessità ingegneristiche non vanno dimenticate le sfide a livello sociale, economico ed ambientale. Occorre concepire ed applicare misure concrete tra cui, a titolo di esempio, l’internalizzazione dei costi esterni o la valutazione dell’impatto delle accise e di altre imposte sui carburanti per i mezzi pesanti. L’inquinamento acustico e la garanzia di una buona qualità dell’aria devono essere affrontati nello sviluppo dei corridoi verdi.
Comunque, ciò che mi è divenuto via via più chiaro nello svolgimento della mia funzione di coordinatore UE del Progetto prioritario numero 1 è che iniziative e politiche isolate, prese corridoio per corridoio e caso per caso – seppur necessarie per progredire – continueranno ad essere insufficienti e rischiano di restare sub-ottimali nell’area vulnerabile delle Alpi se mancano a livello panalpino un dialogo effettivo, iniziative e volontà di cooperare. I principi della Convenzione delle Alpi e il notevole apporto dell’analisi quantitativa commissionata dal Segretariato mette a disposizione una solida base per approfondire il dialogo sulle politiche e il loro sviluppo.
È questo il motivo per cui mi fa particolarmente piacere che il Segretario generale della Convenzione delle Alpi e il Segretariato abbiano accolto con entusiasmo il nostro invito a contribuire ai lavori della piattaforma del corridoio del Brennero. Non esiste alcuna risposta facile ed immediata né tantomeno una “pallottola d’argento” da usare per affrontare le complesse sfide a cui ci troviamo di fronte nel cercare di sviluppare una mobilità più intelligente, pulita e sicura attraverso l’arco alpino e all’interno di esso. Il successo nel perseguire i nostri obiettivi comuni si fonda sulla necessità di una forte volontà di lavorare assieme e sulla determinazione ad agire congiuntamente per cercare soluzioni accettabili per tutti. Il 2012 ci darà la possibilità di proseguire nella costruzione sulle modeste eppur solide fondamenta che abbiamo tracciato insieme per quanto riguarda gli aspetti alpini della rete di trasporto che ho il privilegio di coordinare. Sono ansioso di proseguire la costruzione su queste fondamenta.
