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CONVENZIONE DELLE ALPI

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"Il Mondo sulle Alpi": Il gioco
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La Convenzione in pillole

"La Convenzione delle Alpi in pillole“: in questa pagina del nostro sito presentiamo, in modo semplice e dinamico, gli elementi fondamentali per conoscere la Convenzione delle Alpi. Il dinamismo sta nel fatto che l'argomento descritto ("pillole")  in questa pagina verrà periodicamente modificato, per trattare tutte le politiche rilevanti per le Alpi. Chi tuttavia volesse fin da subito disporre di tutte le "pillole" può scaricare il libro “Le Alpi – Otto Paesi, un solo territorio(pdf, 9MB),  pubblicato dal Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi nel marzo 2009, che unisce ai testi immagini fotografiche significative.

6. Protezione della natura e tutela del paesaggio

Oltre il 20% della superficie alpina è occupata da parchi nazionali, aree protette o parchi naturali. La classificazione di queste aree a livello internazionale è varia e non è facile operare confronti. Diversamente da altre regioni montane, le Alpi sono caratterizzate dalla presenza di paesaggi rurali anche ad altitudini molto elevate, preziosi serbatoi di biodiversità. La protezione della natura e del paesaggio devono quindi dedicare un’attenzione particolare alla salvaguardia dei paesaggi culturali alpini, in cui la linea di demarcazione con le aree “selvagge” è spesso difficile da tracciare. Esistono diversi tipi di zone da tutelare: si va dalle aree ricreative situate nelle vicinanze degli agglomerati urbani fino ai ghiacciai. Su tutti gli spazi naturali, negli ultimi decenni, è aumentata la pressione dovuta alle attività umane.
Gli obiettivi formulati dal Protocollo Protezione della natura e tutela del paesaggio, tra i più ambiziosi dell’intera Convenzione delle Alpi, comprendono la conservazione, il mantenimento ed il ripristino degli ecosistemi, nonché la protezione degli habitat naturali di piante e animali per assicurare “la diversità, la peculiarità e la bellezza del paesaggio naturale e rurale”. La protezione della natura è una materia trasversale che interessa numerosi altri ambiti e politiche, tra cui i settori della pianificazione territoriale, della difesa del suolo, dell’acqua, dell’energia, dell’industria e dell’artigianato, del turismo, dell’economia agricola e forestale, così come della formazione, dell’educazione e della ricerca. Con il Protocollo, i Paesi si impegnano a promuovere una vasta collaborazione internazionale, ad eseguire inventari dettagliati e a presentare regolarmente orientamenti, programmi e piani. Vengono valutati gli effetti diretti e indiretti sull’equilibrio naturale e sul quadro paesaggistico di tutti i progetti sia pubblici che privati per assicurarsi di non provocare danni evitabili. Allo stesso tempo il Protocollo prescrive misure di compensazione per i danneggiamenti inevitabili e, qualora queste non fossero possibili, prevede che i progetti siano autorizzati unicamente a condizione che, valutati tutti gli interessi, non prevalgano le esigenze di protezione della natura. Il Protocollo interviene a sostegno delle aree protette già esistenti vietandone il deterioramento. Gli Stati vengono
incoraggiati a creare nuove aree protette, in particolare parchi nazionali.

 

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