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LA CONVENZIONE IN PILLOLE

"La Convenzione delle Alpi in pillole“: in questa pagina del nostro
sito presentiamo, in modo semplice e dinamico, gli elementi
fondamentali per conoscere la Convenzione delle Alpi. Il dinamismo
sta nel fatto che l'argomento descritto ("pillole") in
questa pagina verrà periodicamente modificato, per trattare tutte le
politiche rilevanti per le Alpi. Chi tuttavia volesse fin da subito
disporre di tutte le "pillole" può scaricare il libro “Le Alpi – Otto Paesi,
un solo territorio
" (pdf, 9MB), pubblicato dal Segretariato
permanente della Convenzione delle Alpi nel marzo 2009, che
unisce ai testi immagini fotografiche significative.

8. Foreste montane


Oltre il 40% del territorio alpino è coperto da foreste e almeno un quinto di
queste esercita una funzione protettiva sugli insediamenti e sulle vie di
comunicazione. È certamente solo una stima, ma si calcola che il valore di tale
protezione superi i 10 miliardi di euro l’anno. Da alcuni anni le foreste tendono
ad estendersi, guadagnando terreno a spese dei terreni agricoli abbandonati.
Il numero di alberi è stimato in oltre tre miliardi, cioè più di 200 per ogni
abitante. Cresce l’importanza del legname come materia prima, utilizzato sia
nelle nuove costruzioni a basso consumo energetico che come biomassa
nell’ambito di strategie energetiche orientate alla sostenibilità.
Il Protocollo Foreste montane della Convenzione delle Alpi riconosce
l’importanza globale delle foreste sottolineando come esse assicurino la
“protezione più efficace, economica e adatta al paesaggio contro i rischi
naturali” e ricordando il loro contributo agli equilibri climatici regionali grazie
alla capacità di fissare l’anidride carbonica. Viene quindi ricordata la funzione
ricreativa delle foreste, così come il loro essere fonte di materie prime
rinnovabili. Uno dei principali obiettivi del Protocollo è preservare gli habitat
favorendo metodi naturali di rinnovamento forestale, l’uso di specie arboree
adatte ai siti e l’utilizzo di metodologie di prelievo del legno rispettose
dell’ambiente. Di grande attualità politica è la norma in base alla quale
l’inquinamento atmosferico debba essere “gradualmente ridotto a un livello
che non sia dannoso per gli ecosistemi forestali”. Ciò si applica anche agli
effetti dell’inquinamento che superano i confini dei singoli Stati. Per quanto
riguarda la funzione protettiva delle foreste montane, il Protocollo stabilisce in
maniera inequivocabile che “queste foreste devono essere conservate in loco”.
Indica inoltre come la gestione forestale debba essere orientata a garantire la
funzione di protezione.
Il Protocollo stabilisce che le popolazioni animali debbano essere contenute
entro limiti che permettano il rinnovamento naturale delle foreste, evitando di
dover ricorrere a particolari misure protettive. Alle foreste viene inoltre
attribuita la priorità rispetto al pascolo boschivo, il quale va quindi limitato o,
se necessario, impedito.

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